Affollata presentazione catanese alla Feltrinelli dell’ultimo libro di Salvatore Spoto. A parlarne lo scrittore Domenico Trischitta e la giornalista Alessandra Bonaccorsi, il primo ha introdotto i temi portanti del saggio, mentre la seconda ha condotto un’intervista all’autore per tracciarne le caratteristiche e per scoprire di più la sua personalità. Spoto, nato a Catania nello storico quartiere di via Garibaldi nei pressi del Fortino, nello stesso stabile dell’attore Angelo Musco, giovanissimo intraprende la carriera di giornalista e si forma a fianco di professionisti come Enzo Biagi e Giovanni Spadolini, prima a “Il resto del Carlino”, e dopo un’affascinante esperienza in marina militare, a “Il Messaggero” di Roma. Come cronista, attraversa gran parte delle pagine buie dei misteri italiani (fu uno dei primi a vedere il corpo straziato di Pierpaolo Pasolini all’idroscalo di Ostia) e poi agli esteri e alla cultura. Nel corso degli anni ha intrapreso una parallela attività di scrittore di apprezzati saggi storici, da ricordare “Roma esoterica”, “Sicilia normanna” e “Sicilia templare” che anticipano i temi della sua ultima pubblicazione “L’isola del Sacro Graal” (edizioni Tipheret), un affascinante percorso che associa la discesa dei normanni nell’isola alla mitica venuta di re Artù sull’Etna. Sono i monaci templari i custodi di questo mondo, che troveranno ospitalità in “Magioni”, a fianco delle Cattedrali-fortezze. Sarà Ruggero II a volere nel suo stendardo il simbolo dell’ordine del tempio, la croce rossa. Religiosi e guerrieri che non disdegnarono di collaborare con la setta islamica degli “Assassini” per costruire una “paradisiaca” struttura che ospitasse il riposo dei templari. Con l’avvento di Federico II i monaci subirono un processo di decadenza, sostituiti dai Cavalieri teutonici che erano più fedeli al sovrano svevo. Temi interessanti che hanno appassionato il numeroso pubblico catanese accorso alla presentazione.
Sicilia: l’isola del sacro graal

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