Illustratore, pittore, sognatore, sospeso tra la realtà viva e quella immaginata. Marc Chagall era artista a tutto tondo che reiterava la volontà di essere semplicemente se stesso. Attingeva, con influenze che si concretizzavano sulla tela, da vari movimenti artistici senza in effetti farne parte. Nei suoi quadri scorgi figure che ti rimandano a Picasso, tratti tipici dell’espressionismo tedesco, o dell’avanguardia francese. E ancora realismo, surrealismo, cubismo. Eppure lo stile unico di Chagall lo riconosci senza esitazione. Aspetti che vengon evidenziati anche in
occasione della conferenza di presentazione della mostra Marc Chagall. Love and Life, prodotta da Arthemisia Group, aperta al pubblico fino al 14 febbraio 2016 e allestita all’interno del Castello Ursino di Catania. Le opere, 140 in tutto, arrivano dalla Collezione dell’Israel Museum, a cura di Ronit Sorek. La mostra approda nel capoluogo etneo, con gran soddisfazione della giunta comunale che, a detta del sindaco Enzo Bianco, non ha speso un euro, dopo aver fatto tappa nella sede romana del Chiostro del Bramante che ha totalizzato, secondo le stime fornite dagli organizzatori, oltre 140.000 visitatori.
“Il Comune – spiega l’assessore comunale ai Saperi e alla Bellezza condivisa, Orazio Licandro – non solo non ha sostenuto spese ma ci ha anche guadagnato. Per l’occasione è stato realizzato un caveau per conservare le opere arrivate in città già a luglio e le vetrine che custodiscono le opere hanno un sistema di climatizzazione che e protegge e le conserva al meglio”. Sistemi che pare resteranno all’interno del maniero federiciano anche a mostra “L’esposizione racconta la poetica dell’artista ebreo, influenzata dal grande amore per la moglie Bella e dal dolore per la sua morte prematura avvenuta nel 1944, ripercorrendo la sua vita e la sua arte che fu commistione delle maggiori tradizioni occidentali europee”conclusa. “L’esposizione racconta la poetica dell’artista ebreo, influenzata dal grande amore per la moglie Bella e dal dolore per la sua morte prematura avvenuta nel 1944, ripercorrendo la sua vita e la sua arte che fu commistione delle maggiori tradizioni occidentali europee, dall’originaria cultura ebraica a quella russa, all’incontro con la pittura francese delle avanguardie. spiega Tania Coen, vicedirettore dell’Israel Museum – È strutturata per aree tematiche e non cronologiche”. E già dai primi dipinti e dalle prime acqueforti, presenti in gran numero rispetto alle pitture, scorgi gli elementi tipici dell’arte di Chagall: gli amanti, i fiori, l’uomo errante.
Chagall, le sezioni della mostra
Le 8 sezioni tematiche della mostra disegnano una mappa artistica e spirituale che sintetizza l’assimilazione delle tre culture cui appartiene: la cultura ebraica; la cultura russa; la cultura occidentale. E raccoglie in particolare lavori grafici ripercorrendo i temi fondamentali della produzione di Chagall: dalle radici nella nativa Vitebsk (Bielorussia), descritta con amore e nostalgia nella serie Ma vie (My Life), all’incontro con l’amata moglie Bella Rosenfeld, della quale illustrò i libri Burning Lights e First Encounter, pubblicati dopo la morte prematura della donna. Un’intera sezione è dedicata alle illustrazioni della Bibbia con temi che esercitarono sempre un grande fascino su di lui.
Un percorso che verrà descritto anche ai più piccoli grazie alle audioguide create ad hoc per far comprendere, con un linguaggio semplice e diretto, chi era Marc Chagall.
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