“Mozart misogino? No, assolutamente femminista”


Lidia Bramani e Leonetta Bentivoglio hanno espresso nel testo  “E Susanna non vien – Amore e sesso in Mozart” le innumerevoli sfaccettature dell’amore analizzando in profondità le tre opere Nozze di Figaro, Don Giovanni e Così fan tutte, sino a concludere che vi è un filo conduttore che parte dal settecento sino ad arrivare alla società attuale, composta da un eros e da sentimenti liberi, ma spesso celati da conformismo o paure.

Leonetta Bentivoglio è saggista e giornalista mentre Lidia Bramani è musicologa e scrittrice, e hanno deciso di partire con la presentazione della loro opera da Catania, città contraddittoria e amante della musica con il suo teatro Bellini. L’evento, organizzato in collaborazione con SIS Scuola Italiana di Senologia, ha avuto come moderatore Marcello Majorana.

Mozart per molto tempo è stato considerato misogino, ma nell’interpretazione delle due autrici, è invece un uomo aperto e a favore della femminilità, della libertà delle donne e del più intrinseco messaggio che queste esprimono nelle loro innumerevoli differenze.

Misogini sono invece i discorsi degli uomini che sono protagonisti delle opere di Mozart, quasi a voler scuotere l’ascoltatore donna a ribellarsi ai luoghi comuni e alla sottomissione spesso imposta e non voluta.

Per le autrici e grandi amiche, “Mozart è una miniera sterminata e ipnotica: il rischio è quello, esaltante, di non uscirne più”.

 

 

Nel video Lidia Bramani, ci parla di Wolgang Amadeus Mozart e del suo essere profondamente massone.

 

 

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