Stasera “prima” al Tetro Stabile catanese con Sogno di una notte di mezza estate, una produzione della stessa istituzione culturale con Leo Gullotta protagonista (dopo quaranta anni è stato nuovamente scritturato dal teatro della sua città) di Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare. Regia di Fabio Grosso che con il versatile attore etneo ha ormai un consolidato rapporto professionale perché hanno condiviso le ultime esperienze sui palcoscenici di tutt’Italia.
Oltre a Gullotta ruoli importanti per Mimmo Mignemi e Valeria Contadino e poi gli attori giovanili della scuola catanese.
Gullotta, tornare al Teatro della sua città, non più da “ospite”, come nelle ultime stagioni, è un piacere o una responsabilità?
“E’ sempre un grande piacere, naturalmente, tornare nel ventre materno, dove ho iniziato la mia carriera. E poi iniziamo la stagione con una prima nazionale che porteremo nei maggiori teatri italiani. E’ anche una grande responsabilità”.
Gullotta cammina zigzagando per evitare spazzatura e buche, mentre si reca allo Stabile di via Fava.
“Questa sarà una stagione importante, non solo per il teatro catanese, anche se qui si avverte forse maggiormente il degrado. Hanno abbattuto la casa della cultura, parlo in Sicilia, in generale, hanno bruciato anche le macerie, fatto letteralmente tabula rasa. Spero che ci sia un futuro migliore, l’opportunità di stare insieme, di crescere, senza favoritismi clientelari e faide familiari. Ripongo molta fiducia in Crocetta. Vedremo”, conclude Leo Gullotta.
Sogno di una notte di mezza estate sarà replicato fino al 16 dicembre.
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