È stata ufficialmente presentata a Boston “Arianna”. Non si tratta del personaggio mitologico che aiutò Teseo ad uscire dal labirinto dell’isola di Creta ma con la figlia di Minosse condivide il compito di aiutare a trovare la strada giusta sconfiggendo il buio. “Arianna” è un’ app il cui scopo è condurre i non vedenti lungo un percorso al fine di raggiungere un luogo ben preciso. “Non ha l’obiettivo di sostituirsi alle guide, ai bastoni o agli amici a 4 zampe. Non serve ad evitare gli ostacoli”. Così spiega le finalità del progetto Laura Giarré, Professore Associato del Dipartimento Energia, Ingegneria dell’Informazione e Modelli Matematici dell’Università degli Studi di Palermo, che ha collaborato insieme a Ilenia Tinnirello, Pierluigi Gallo, Daniele Croce, Domenico Garlisi, ricercatori e assegnisti di ricerca. Il funzionamento dell’attuale versione è semplice: per seguire il percorso tracciato sul pavimento da una striscia basta porre il dito sullo schermo dello smartphone e sentire le vibrazioni, l’assenza delle stesse indica l’allontanamento dal tragitto. La prima versione di “Arianna” è stata presentata a luglio 2012, l’ultima a dicembre negli USA durante un workshop di cui è promotrice, tra i tanti, anche la Fondazione Bocelli e il cui organizzatore scientifico è stata la stessa Laura Giarré. “Per l’occasione l’app è stata provata anche dai non vedenti. Stiamo pensando alla commercializzazione dopo i doverosi test”. Nessun finanziamento in corso per il team che tenterà di averne dall’ Enap.
E’ nata Arianna, l’app che “tiene per mano” i non vedenti

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