Sarah Zappulla Muscarà: “Vi racconto il lato più intimo di Pirandello”


“La cultura e lo studio rendono l’uomo libero e non schiavo, questo è quello che cerco di insegnare ogni giorno ai miei allievi. La forza del sapere migliora la vita”. Tra libri, pupi siciliani, piante e oggetti in ceramica di Caltagirone incontriamo Sarah Zappulla Muscarà, Ordinario di Letteratura Italiana, Università degli studi di Catania, che ha appena pubblicato il volume, presentato al Salone del Libro di Torino, I Pirandello. La famiglia e l’epoca per immagini. 

Quali sono le testimonianze storico – fotografiche su cui verte il libro? C’è un periodo particolare che viene privilegiato rispetto ad altri?

“Ci sono ben 630 foto, la gran parte inedite, che ripercorrono l’intero itinerario culturale ed esistenziale della famiglia Pirandello. Si comincia con i genitori, il padre Stefano e la madre Caterina Ricci Gramitto; due famiglie risorgimentali che hanno vissuto e combattuto  con Garibaldi. Si inizia dagli antenati fino ad arrivare ai nipoti di Luigi. “I Pirandello. La famiglia e l’epoca per immagini” racconta la storia di questa famiglia incastonata nel novecento; non ci sono solo immagini con i familiari, ma anche con amici, registi, attori e con la musa ispiratrice Marta Abba. Non c’è un periodo storico privilegiato rispetto ad un altro. Ci sono le foto delle tournee in Sud America, in Francia, in Germania. Il momento storico del Premio Nobel a Stoccolma è perfettamente dettagliato in ogni istante. È possibile vivere anche l’attimo in cui lo studioso inaugurò la nuova sede de La Stampa di Torino. C’è una foto sconosciuta e assolutamente inedita come il bikini di Marta Abba, una donna rivoluzionaria per l’epoca”.

Non è la prima volta che si occupa di Pirandello.

“Dagli inizi della mia attività mi sono subito appassionata alle tematiche pirandelliane. Un amore che ho trasmesso anche ai miei allievi, perché Pirandello non è legato ad un periodo storico preciso. Al centro del suo pensiero c’è l’ uomo e tutte le sue debolezze; inoltre aver constatato che Pirandello ha scritto ben dodici testi teatrali in dialetto siciliano mi ha  incuriosito e spinto a lavorare su quest’ intensa figura umana e professionale. Nel 1993 la Bompiani ha pubblicato in due volumi i dodici testi e abbiamo dato vita ad un aspetto inedito dell’autore. Studiando e ricercando ho scoperto anche il teatro del figlio Stefano e il romanzo “Timor Sacro”. L’arte è fatta per restare e attraverso questa mia passione ho cercato di dare un contributo scientifico – inedito all’immenso patrimonio culturale dei Pirandello”.

Nel 1984, insieme ad Enzo Zappulla, fonda l’Istituto Storia dello Spettacolo Siciliano. Come nasce?

“Tutto è nato da una prima mostra “Sicilia Dialetto e Teatro”. Un’ esposizione di circa cinquemila pezzi. Abbiamo riempito tutti i corridoi dei Benedettini. Da questa meravigliosa fatica è nato l’Istituto Storia dello Spettacolo Siciliano. Da quell’ evento abbiamo continuato a lavorare fino ad oggi con tanti convegni, mostre e pubblicazioni; sono nate collane editoriali per dare spazio ai figli illustri della nostra terra come Patti, Brancati, Bonaviri, Martoglio, Capuana, De Roberto, Verga e Pirandello. Dall’Istituto Storia dello Spettacolo Siciliano è nata la casa editrice “La Cantinella”.

La cultura siciliana ha varcato i confini. È nata da parecchi anni “La Cattedra Sicilia” , un gemellaggio tra l’università catanese e quella di spagnola di Salamanca. Quali sono stati gli obiettivi più importanti raggiunti fino ad ora?

“Tanti. L’avvio delle traduzioni di opere come “Il Fiume di Pietra” di Giuseppe Bonaviri, “Un padre ci vuole” di Stefano Pirandello, già precedentemente tradotto in greco, francese, polacco, arabo e adesso anche in spagnolo. Abbiamo, per esempio, portato a Salamanca, in collaborazione con Il Ministero per i Beni Culturali e l’istituto Storia dello Spettacolo Siciliano, una mostra su Pirandello, Verga e Brancati.

Prossimi impegni lavorativi?

“Continueremo con la mostra “I Pirandello”, che verrà inaugurata a Lipari il 6 luglio e ad ottobre approderà a Dublino. Saremo a Noto, in occasione dell’ agosto netino, per presentare il libro “I Pirandello. La famiglia e l’epoca per immagini”  e come di consuetudine a fine luglio ritornerà la nuova edizione del premio Ninfa Galatea”.

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