Thomas De Gasperi e Matteo Mafucci, in arte Zero Assoluto, hanno festeggiato gli 11 anni di carriera sul palco del Festival di Sanremo e stasera sono pronti a portare la loro musica a “Meraviglioso”, il nuovo varietà di Salvo La Rosa in onda alle ore 21 e in replica a mezzanotte su TGS (canale 15 per tutta la Sicilia) – RTP (Canali 17 e 646 per Messina e Reggio Calabria) – Viva l’Italia Channel (canale 879 di Sky). Il loro brano “Di me e di te” è stato tra i più trasmessi dalle radio.
Zero Assoluto, vivere la musica con passione
Voi avete un legame “particolare” con il Festival. Nel 2005 siete stati scartati con “Semplicemente”, brano che è diventato di “platino”. Possiamo dire che ogni tanto anche Sanremo sbaglia?

“Sbaglia continuamente. Non è infallibile. Anche senza Sanremo le canzoni belle arrivano alla gente. Magari fanno un giro più lungo ma poi arrivano. Ci vuole il tempo. Però grazie a “Semplicemente”, l’anno successivo siamo andati direttamente nella categoria dei big. L’essere scartati ci ha portato molto bene. Normalmente succede anche che gli ultimi classificati a Sanremo poi vadano benissimo”.
Quest’anno com’è andata?
“Molto bene. Ogni Sanremo ci regala qualcosa. Ogni volta è un grande divertimento e il Festival alle canzoni fa un gran bene. I nostri genitori si emozionano di più quando ci vedono a Sanremo che quando escono dischi interi. Sanremo è un mondo a sé. Bellissimo. Riesce a coinvolgere tutta l’Italia e soprattutto il nostro brano “Di me e di te” c’è “esploso in mano”. È una delle più suonate in radio, il video gira benissimo. Siamo veramente contenti. È il regalo che ti fa Sanremo quando ti presenti con una canzone che ti sta bene addosso”.
Nella serata delle cover avete sbalordito tutti scegliendo Goldrake. Come mai?
“E’ sempre strano fare la cover di un artista che ti piace, anche perché hai il giudizio di Sanremo. Così ci piaceva l’idea di interpretare questo brano con l’orchestra in una nostra versione. Abbiamo voluto puntare sul gioco rispetto alla performance. Quest’anno era meglio stupire con la voce, piuttosto che urlare la canzone di qualcun altro”.
Il vostro nuovo album, “Di me e di te”, “parla” anche un po’ siciliano grazie a Rory Di Benedetto.
“Assolutamente si. “In noi” è uno dei pezzi più intensi che abbiamo all’interno del disco. Per la prima volta, ci siamo aperti alle collaborazioni con tanti autori di grande talento. Condividere con loro la scrittura delle canzoni è stato veramente difficile da una parte, ma dall’altra è stata un’esperienza veramente divertente”.
In un epoca del “mordi e fuggi” c’è ancora spazio nella musica?
“Lo spazio c’è. L’importante è vivere la musica come una grande passione. Viversela senza l’obbligo di diventare i numeri uno a tutti i costi. La musica è bella perché è un’esigenza, non un lavoro. Può diventarlo e lo auguriamo a tutti, ma il punto di partenza deve essere la passione per la musica”.
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