Si chiama Babel e il nome, com’è ovvio, non è casuale. Non è solo una nuova associazione, nata a Catania, ma è anche e soprattutto un crocevia culturale. Ha degli obiettivi ben precisi: il dialogo interculturale, l’integrazione e l’interazione tra popoli, lo sviluppo sostenibile, il rispetto della legalità e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico locale. La sua sede operativa è in via Garibaldi 9. In sintesi: si impara a conoscere nuove culture in modo innovativo, magari cucinando etnico, bio ed equo, o ascoltando chi vive in luoghi a noi lontani. “Abbiamo organizzato e programmato laboratori di cucina e di riciclo creativo – spiega Valeria Gallitto, nel team organizzativo insieme a Nicole Treglia, Giuliana Ecora, Orazio Leotta, Antonino Santagati (nella foto anche Manuela Fisichella che ha realizzato il logo) – durante i quali si può conoscere la cultura di altri paesi cucinando piatti tipici. Si possono frequentare corsi di lingua. C’è poi la possibilità di compiere un viaggio avvincente in altri mondi attraverso le parole di chi in quel mondo è nato e vissuto”. A chi si rivolge? A chiunque voglia aprire la mente e conoscere nuove realtà.
Catania battezza Babel, un nuovo crocevia culturale

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