Il Presepe è un elemento fortemente radicato nella tradizione e nella cultura siciliana e meridionale in genere. E proprio al presepe si ispirano le recite di fine anno che si preparano in quasi tutte le scuole dell’infanzia, per i bambini dai 3 ai 5 anni. È sempre una grandissima emozione e sorpresa per i genitori scoprire come i propri figli interpretano i diversi personaggi con una forte carica emotiva e con una non comune consapevolezza del proprio ruolo.
Il “presepe vivente” diventa per il bambino il momento culminante del percorso educativo e di conoscenze che l’adulto, in questo caso l’insegnante, intraprende per trasmettere il significato del Natale, percorso che deve sempre essere supportato e condiviso dai genitori. Questo percorso, pur nella delicatezza e nell’importanza che riveste, è molto semplice. Infatti per il bambino la ritualità natalizia è particolarmente impegnativa ma facilmente recepita perché il suo protagonista è un bambino, Gesù. Quindi il Natale innanzitutto è la festa di un bambino, è una festa a “misura di bambino”, e l’adulto può facilmente catturare la sua attenzione con la lettura del vangelo.
Come sottolinea lo psicoanalista Claudio Risè “tutto sembra una favola dove sono presenti tutti i protagonisti più importanti: il re cattivo (Erode), i re buoni ( i Magi), i pastori che offrono i doni, la madre e il padre che proteggono il bambino. Ed è proprio questa scena molto rassicurante che di certo è più interessante del semplice scambio di regali”.
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